DICEMBRE 2017
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Renuntiar alla tenzon Fabriani? Giammai, Arcus Intendere ito est!!
Sex arcatores nostrum iti sunt, financo a rate nello tempore, in Fabriano pe' riunirsi tutti nello die della disfida.
Li Messeri Andrea et Roberto atque Madonna Daniela in terra Picena descendunt allo levar dello sol, in Saturni dies. Decision oculata, pe' evitar li barbari vacantieri, qual soventi assalitor de Romagnola riviera, qual fan sfoggio de clare terga...."Tutti al mare, tutti al mare...".....li barbari in vena de trastullo semper cagion de magno ingorgo sunt! Che? Vostra est A14?
Torniam a nobis.
Ergo, li primi tria de Arcus Intendere in Fabriano perveniunt ante meridiem.
D'uopo est lo haperitivo nello foro principal dell' urbe di Giano, a riposar stanche membra pe' lo lungo itinere et a "battibeccar" cum vitiosi columbi, qual volean banchettar cum arachidi noster. Deh, insolenti pennuti, sciò! S'eran financo assisi allo desco....
Post haperitivo li stomaci reclamavan pietanza et, trovata taberna pe' rifocillarsi, li animi già parean rinfrancati.
Laeti et satolli li tria pellegrini de Bononia cogitato habent, a coronar tal sollazzo, necessitava puro la pennichella nello albergo....e che? Qual meschina vita est, non sane vivimus sol pro laboro et tributa pendere!
Lecto surgere difficilis est, sed in post meriggio li tria arcatori in foro revertunt.

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Difficile trovare una definizione migliore per la giornata di gara trascorsa nella tranquilla cittadina veneta.
Tra le tante belle gare proposte dal calendario FITAST, Monselice rappresenta l'ultima "sopravvissuta" tra quelle raggiungibili in giornata ed è, anche per questo, una tra le mete di gara più amate dalla nostra Compagnia.
Impossibile quindi rinunciarvi, a maggior ragione dopo le bellissime soddisfazioni regalate dall'edizione 2015 che il cronista qui prova a raccontare.
Sebbene le previsioni meteo non promettessero nulla di buono, le clessidre segnavan più o meno le 7,00 quando, sotto un cielo plumbeo -  per nulla rassicurante, gli arcieri di Arcus Intendere muovevano in direzione del Veneto. Il traffico, praticamente inesistente e l'inusuale brevità del percorso consentivano di raggiungere la meta in poco meno di un'ora senza mai sfidare gli implacabili Autovelox.
Mentre i primi arcieri giungevano sul posto, il grande prato antistante le mura della cittadina veneta si presentava ancora animato dai ultimi preparativi dell'efficiente organizzazione locale.
Sebbene la distanza dalle sedi classiche di gara FITAST ed il meteo avessero limitato in modo significativo il numero degli iscritti alla gara, gli arcieri riuniti in attesa della chiamata piazzole provocavano comunque un piacevolissimo colpo d'occhio che ben si attagliava all'ambiente circostante, conferendogli un'atmosfera d'altri tempi.
La gara si presentava piacevole e senza intoppi. Le piazzole, composte da 6-7 arcieri cadauna, avanzavano speditamente, affrontando in sequenza bersagli ben curati e di varie tipologie - tradizionali o fantasiose - comunque ben organizzati. Ciò consentiva di ridurre drasticamente i tempi di gara, tanto che fin dalle ore 12,45 i primi arcieri si presentavano al ristorante per consumare un ottimo pranzo in attesa di scoprire le classifiche.

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La sveglia è stata più clemente questa domenica, la meta da raggiungere era a soli 30 minuti circa di macchina. I sei arcieri (con gli immancabili accompagnatori ) sono partiti di buon ora, ma con il sole già sorto da un po' , con destinazione Monteveglio.
Non sono mancate le soste fisse - quasi come cabale - presenti in ogni viaggio verso le varie destinazioni, ma come sempre siamo arrivati puntuali, anche se per arrivare al punto d'incontro bisognava farsi una bella camminata sotto il sole (che era tutt'altro che clemente al contrario della sveglia) per raggiungere il pullman che ci avrebbe portato alla destinazione finale !
Dopo aver formato le piazzole con i nostri sei arcieri divisi a coppie è iniziata la gara. C'era già chi sudava ma nel complesso è stata una mattinata lunga ma molto piacevole.
I bersagli erano misti: molte piazzole con sagome 3D (con gran dispiacere per l'incredibile assenza del Capibara ), bersagli appesi, tiri in ginocchio ecc , c'è stata solo qualche indecisione sul conteggio di alcune piazzole ma si è risolto tutto in breve. I vari banchetti sparsi per tutto il percorso e la riproposizione dei giochi di un tempo per far divertire i passanti rafforzavano l'atmosfera medievale. L'unica nota di invidia era rivolta ai bambini che si divertivano a tirarsi addosso grandi secchiate d'acqua fresca... ci saremmo uniti tutti molto volentieri alla "battaglia" .

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