DICEMBRE 2017
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Un'altro bel week end di gara quello trascorso dagli arcieri LAM presso la Repubblica di San Marino, sebbene turbato da una pioggia fastidiosa, il torneo della Terra del Titano non ha certamente deluso le aspettative.
Una competizione classica, che si colloca ormai da anni tra le gare storiche più apprezzate nel contesto nazionale, ne fa da testimone il numero sempre crescente di partecipanti che, anno dopo anno, affollano le tortuose vie della cittadina. Un luogo in cui il contesto storico di contorno si unisce indissolubilmente alla buona organizzazione della Compagnia della Cerna dei Lunghi Archi creando un mix vincente che regala soddisfazioni a tutti i partecipanti.
Non ci sono grandi novità da segnalare nell'edizione 2016, ad affermare che il meglio è...assai difficile da migliorare: Le suggestive collocazioni dei bersagli, i percorsi ben studiati ed il nutrito contorno di pubblico affascinato, accompagnano gli arcieri durante tutta la competizione.
Gara che, soprattutto a causa del maltempo, si prolunga ben oltre l'orario previsto, terminando abbondantemente oltre le ore 15,30, proprio mentre i primi raggi di sole della giornata fanno capolino beffardi tra le nuvole .

Subito dopo il pasto, consumato in un locale del centro storico, ha luogo la tradizionale sfilata per le vie del centro, fino alla piazza in cui ha luogo le cerimonia di premiazione che, di fronte ad un discreto contorno di pubblico, consacra i vincitori della manifestazione.
Nessun premiato tra gli arcieri di casa nostra che, con una prestazione poco incisiva, non vanno oltre qualche buon piazzamento. Nessun rimpianto comunque, per una gara che tutti non hanno esitato a definire bellissima e che certamente resterà nella memoria di chi vi ha potuto prendere parte.
E' quindi doveroso fare un ringraziamento all'amministrazione pubblica Sammarinese per la splendida accoglienza che ci hanno riservato, un ringraziamento particolare alla Compagnia organizzatrice ed in generale a tutti coloro che si sono adoperati per la buona riuscita dell'evento.   Complimenti!!

Concludo con un arrivederci all'edizione 2017 del Torneo di San Marino, ringraziando i tanti amici arcieri ritrovati per l'occasione.
Arcus Intendere la prossima settimana sarà alla gara FITAST di Fossato di Vico...e come sempre... Buone frecce a tutti!!!
Roberto   

 

 

Giugno è stato letteralmente preso d'assalto da una grande moltitudine di impegni arcieristici.
In ogni fine settimana del mese le disfide in costume medievale e gli esami di abilitazione a giudice di gara non hanno lasciato a riposo nessun membro della nostra Compagnia....tanto che, fra il 4 e 5 Giugno, si è assistito alla prima manifestazione di sdoppiamento di Arcus Intendere!...Ma no, nessun fenomeno mistico e nessun dono dell'ubiquità, solo la scelta di dividersi per perseguire la meta che più allettava i dodici arcieri.
Difatti, mentre il gruppo più numeroso optava per gareggiare a Este, l'altra piccola comitiva sceglieva la città di Raffaello Sanzio. Ed è appunto sulla gara di Urbino che si disserterà in questo articolo.
Sabato 4 gli arcieri Beppe, Danilo, Sarah e Daniela, accompagnati da Cristina e Tibi, sono partiti per raggiungere le terre del Duca di Montefeltro. Fortuna vuole che la A14 fosse molto scorrevole, i soliti vacanzieri avevano già bellamente pensato di ostruire l'autostrada un paio di giorni prima, per il ponte del 2 Giugno. Infatti, nel pomeriggio, siamo arrivati agevolmente nei pressi della "modesta" magione del Duca Federico ( FE.DUX, come ha voluto ribadire spesso e con umiltà il Signore di Urbino, con iscrizioni scolpite che corrono lungo il perimetro dei muri del suo palazzo..).
Giunti in pieno centro, dove avevamo prenotato l'alloggio, nessuno ha potuto resistere allo spettacolare contrasto fra un intenso cielo cobalto e la facciata candida della Cattedrale. L'imponente maestosità della cupola di quella chiesa, poi, lascia senza fiato...quel luogo ha il potere di scuotere l'anima e scagliarla dove la legge del tempo, impietosa, non vorrebbe. Torni nel Rinascimento. La percezione spazio-temporale viene alterata e non puoi fare altro che immergerti in una delle maggiori culle dell'arte quattrocentesca italiana, dove le botteghe hanno dato vita a uno dei nostri maggiori e pregiati patrimoni e dove rimangono intatte le atmosfere dei tempi che furono.
Rinsaviti da tale spettacolo, già iniziavamo a incrociare altri arcieri "in borghese".

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In quello che, nelle previsioni, doveva rappresentare il primo vero week end d'estate, gli arcieri di Arcus Intendere si sono presentati puntuali, seppure a ranghi ridotti.
La partenza, programmata nella tarda mattinata di sabato per provare ad evitare il traffico dei vacanzieri diretti alla riviera romagnola, si rivelava una pessima scelta, tanto da richiedere la percorrenza di un lungo tratto di Statale prima di poter imboccare l'autostrada che ci avrebbe condotto alla meta. Il caldo torrido e le 4 ore di viaggio abbondanti, in un susseguirsi di code, semafori e rallentamenti per lavori, hanno messo a dura prova i componenti dei due equipaggi che, comunque, riuscivano finalmente a raggiungere la meta desiderata.
Scaricati i bagagli in Hotel, nell'attesa che il treno conducesse a Fabriano anche l'ultimo ritardatario, il gruppo si incamminava verso il centro della cittadina dove, nel fantastico contesto storico della Piazza Del Comune, dominati dalla grande fontana "Sturinalto", era stato allestito un piccolo mercato medievale insieme alla rappresentazione di antichi mestieri.
Giusto il tempo di un primo giro e la tradizionale, quanto doverosa, sosta per dissetarsi... che il cielo faceva avvertire la sua presenza minacciosa: una grande nube nera si stagliava all'orizzonte accompagnata da una serie di suoni cupi e lampi di luce che la attraversavano veloci.
La seppur rapida reazione dei "mercanti" non risultava sufficiente a mettere in salvo tutto il materiale che, di li a poco, veniva inondato da una gran quantità di acqua e grandine che, seppur di breve durata, provocava non pochi disagi.
Rintanati sotto al grande Loggiato di San Francesco, il gruppo di arcieri non poteva far altro che attendere la fine del temporale che appariva, fin da subito, un evento destinato ad esaurursi con la stessa rapidità con cui si era presentato. Bastava infatti una mezz'ora perchè si ristabilissero le condizioni di bel tempo, quando il gruppo accoglieva anche l'ultimo componente: Marco che, schivando le ampie pozze d'acqua create dal nubifragio, giungeva nella piazza pronto e determinato ad esordire in FITAST.

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